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L'importanza di avere sempre spazio nella casella di Posta Elettronica Certificata

Tenere la casella PEC libera è importante, sia per una questione di ordine che per motivi legali.
Una sentenza della Cassazione chiarisce il perché.

Con la sentenza n. 14216 dell’11 maggio 2020 la Corte di Cassazione, terza sezione penale, chiarisce che la notifica di un atto via Posta Elettronica Certificata può ritenersi perfezionata anche quando la casella di destinazione risultasse piena.

Più volte in passato le sezioni civili della Cassazione hanno affermato il principio secondo cui il perfezionamento della notificazione di un atto a un soggetto obbligato per legge ad avere un proprio indirizzo PEC la cui casella però risulti piena si ha con la ricevuta che attesta tale stato della casella.

Il messaggio in cui si comunica che la casella PEC del destinatario è piena è equiparabile alla ricevuta di avvenuta consegna poiché il mancato acquisto di ulteriore spazio per i nuovi messaggi o il mancato download dei messaggi presenti nella casella PEC è causato dalla mancata manutenzione della stessa da parte del destinatario/titolare. (Cass. civ., Sez. 6-3, n. 3164 dell’11/02/2020; Cass. civ., Sez. 5, sent. n. 7029 del 21/32018; Cass. civ., Sez. L, sent. n. 13532 del 20/05/2019).

Nel caso specifico della sentenza, la cancelleria della Corte aveva trasmesso l’avviso per fissare un’udienza via PEC al difensore di ufficio di uno degli imputati, vedendosi poi restituire il messaggio con l’avviso che la casella del destinatario risultava piena.
Il ricorso da parte dell’imputato è stato dichiarato inammissibile anche in considerazione di quanto detto poco sopra a proposito dell’equipollenza tra il messaggio di avvenuta consegna e quello di "casella piena".

L’insegnamento da trarre da questa sentenza è di prestare sempre la massima attenzione alla propria casella PEC al fine di evitare che risulti piena e non possa ricevere messaggi importanti le cui conseguenze potrebbero davvero essere rilevanti.


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